Il protocollo Peace&Love, pubblicato sul BJSM (British Journal of Sports Medicine) nel 2019, rappresenta il più recente protocollo stilato per la gestione di eventi traumatici acuti come distorsioni o lesioni muscolari.
Esclusa la presenza di fratture, lesioni legamentose di alto grado, trombosi venose o sindromi compartimentali (che si verificano raramente), questo protocollo risulta estremamente valido per gestire il dolore e preservare i tessuti danneggiati.
Questo protocollo afferma che il tessuto lesionato ha bisogno di PEACE (per la cura immediata dopo il trauma) and LOVE (per i giorni successivi).
P.E.A.C.E.
Nei primi 3 giorni il tessuto lesionato ha bisogno di PEACE:
P- PROTEZIONE (PROTECTION): in una prima fase dobbiamo proteggere il tessuto per non aggravare il danno e dobbiamo evitare tutti quei movimenti e quelle attività che potrebbero aumentare il dolore.
E- ELEVAZIONE (ELEVATION): il razionale del concetto di elevazione deriva dai principi fondamentali di fisiologia e traumatologia. In questa fase bisogna portare la struttura lesa più in alto rispetto al cuore per favorire il ritorno venoso e ridurre il gonfiore.
A- EVITARE ANTIINFIAMMATORI (AVOID ANTI-INFLAMMATORIES): vanno sicuramente evitati gli anti-infiammatori e il ghiaccio. L’infiammazione è il primo passo verso la guarigione di un tessuto. In questa fase non bisogna ostacolarla.
C- COMPRESSIONE (COMPRESSION): la compressione dell’area lesionata con un bendaggio riduce il sanguinamento e quindi il versamento.
E- EDUCAZIONE (EDUCATION): il fisioterapista deve educare il paziente sui benefici del recupero personalizzato e attivo. Evitare inutili trattamenti passivi e indagini strumentali non necessarie.
L.O.V.E
Dopo la prima fase il tessuto lesionato ha bisogno di LOVE:
L- CARICO (LOAD): appena la regressione del dolore e della sintomatologia lo permette iniziare a caricare gradualmente il tessuto o la struttura lesionata tramite esercizi attivi.
O- OTTIMISMO (OPTIMISM): la paura e il catastrofismo possono essere degli ostacoli verso il recupero completo della lesione, quindi un pensiero positivo e la consapevolezza della gravità della lesione ti aiuteranno nel processo di riabilitazione.
V- VASCOLARIZZAZIONE (VASCULARISATION): praticare attività aerobica in assenza di dolore migliora il flusso sanguigno riducendo i tempi di recupero.
E- ESERCIZIO (EXERCISE): l’esercizio attivo è fondamentale per il recupero della mobilità, forza, propriocezione e per cercare di evitare un’eventuale recidiva. Gli esercizi devono essere specifici per il paziente, in base allo sport e al meccanismo di lesione.
Riassumendo, in una prima fase bisogna proteggere la struttura lesionata, cercando di evitare le attività che aumentano il dolore. Da sottolineare è il consiglio di evitare l’utilizzo degli anti-infiammatori, ancora largamente usati nella pratica clinica.
In una seconda fase (dopo circa 3 giorni dal trauma) si pone l’accento sul carico precoce e sulla progressione dell’esercizio a discapito di trattamenti passivi e del riposo completo.
Riportiamo lo studio che hanno pubblicato il protocollo e la sua validità condotto dal
British journal of
𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁𝘀 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲
In caso di trauma affidati a professionisti e scegli chi studia cosa conferma la scienza.
Dott. Fisioterapista Michele Volpe