• COSA SONO
L’acronimo SLAP sta per “Superior Labral tear from Anterior to Posterior” e, col termine SLAP lesion, vengono indicate tutte quelle lesioni a carico della porzione superiore del labbro glenoideo della spalla, laddove si inserisce il muscolo capo lungo del bicipite brachiale.

• CLINICA
Questo tipo di lesione si associa generalmente ad un trauma ma può verificarsi anche per usura del cercine glenoideo, dovuta a ripetute sollecitazioni per via di allenamenti eccessivi e/o di un lavoro fisico impegnativo.
I sintomi più comuni di una SLAP lesion sono:
-dolore alla spalla, specialmente durante l’extrarotazione e quando la spalla viene sottoposta a pressioni o trazioni;
-sensazione di blocco articolare;
-perdita di forza;
-sensazione di instabilità, che può essere più o meno presente.

DIAGNOSI
La diagnosi si basa essenzialmente sulla clinica, sulla positività ad alcuni test specifici e sulla conferma mediante risonanza magnetica, la quale rappresenta il gold standard per l’ individuazione di queste lesioni.

TRATTAMENTO
Il trattamento può inizialmente prevedere una gestione conservativa, nella quale si va ad eseguire una serie di esercizi di stabilizzazione e di rinforzo della spalla, con il fine di diminuire il dolore, diminuire la sensazione di instabilità (laddove presente), e migliorare la funzionalità dell’articolazione.
L’integrazione della terapia strumentale e della terapia manuale si deve basare sugli impairment presenti nel singolo soggetto, non esiste un protocollo standard.
Di sicuro rappresentano due strategie molto valide per controllare il dolore e favorire l’aderenza del paziente al trattamento.
Nei casi in cui il trattamento conservativo fallisce, si può ricorrere al trattamento chirurgico.
L’artroscopia è in assoluto la tecnica più utilizzata per la riparazione del cercine glenoideo, a meno che la risonanza magnetica o la radiografia suggeriscano un approccio differente.
Attraverso piccoli fori effettuati dal chirurgo nella pelle del paziente, si inseriscono una telecamera collegata ad un potente microscopio e gli strumenti chirurgici necessari alla procedura.
Il chirurgo decide la migliore strategia sulla base delle analisi diagnostiche ma soprattutto di quello che riscontra durante l’intervento.
Se la lesione è molto profonda, si può rendere necessario suturarla ed ancorare la parte lesionata del cercine direttamente alla cavità glenoidea.
Rispetto alla tecnica classica, che prevede l’apertura di una ferita operatoria che interessa gran parte della spalla, la tecnica artroscopica ha il grande vantaggio che è necessario praticare solamente dei piccoli fori (10-12 millimetri circa).
Questo permette di risparmiare i tessuti muscolari e di recuperare funzionalità e mobilità dell’arto in tempi molto più rapidi, semplificando la riabilitazione ed ottenendo risultati decisamente migliori dal punto di vista estetico.

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Dott. Michele Volpe
Fisioterapista