• INTRODUZIONE
  • EPIDEMIOLOGIA
  • EZIOLOGIA
  • DIAGNOSI
  • TRATTAMENTO
  • CONSIGLI

 

Introduzione

Per calcificazione di spalla si intende una sintomatologia dolorosa molto comune con deposito di area o aree di calcio nel tendine della cuffia dei rotatori “principalmente sul sovraspinoso” o nella borsa subacromiale.

 

Epidemiologia

La prevalenza della calcificazione alla spalla varia dal 2,7 al 22%, come riportato da vari autori. In circa il 10-20% dei soggetti affetti, i depositi di calcio si riscontrano in entrambe le spalle. I pazienti con calcificazione alla spalla sono, generalmente, lavoratori sedentari o casalinghe.
L’età media di presentazione di tale condizione è di 30-50 anni, con una maggiore incidenza nelle donne (circa il 70%) rispetto agli uomini. Nella maggior parte dei casi i depositi di calcio sono localizzati nel tendine sovraspinoso (o sovraspinato, in circa l’80 % dei soggetti) ed è più comunemente interessata la porzione che si trova a 1,5-2 cm di distanza dall’inserzione del tendine (sulla grande tuberosità). A volte possono essere osservati dei depositi anche nel tendine sottospinoso (15% dei casi) e raramente nel sottoscapolare (5%).
Nel 20% dei casi tale condizione può essere asintomatica, cioè senza alcun tipo di sintomo.

Eziologia

La causa della calcificazione alla spalla è, ad oggi, ancora sconosciuta. Nel corso del tempo diversi autori hanno portato avanti delle ipotesi sui possibili meccanismi che conducono ad una deposizione di calcio nella cuffia dei rotatori. Codman e Bishop, ad esempio, hanno entrambi ipotizzato che la degenerazione della cuffia dei rotatori, dovuta ad un uso eccessivo (sovraccarico), porti a depositi di calcio nel tendine mentre Sandstrom ha proposto che a seguito di un’ischemia locale vi sia una degenerazione del tendine che porta alla deposizione di calcio.
Una descrizione più dettagliata è stata fornita da Uhthoff, che ha proposto tre fasi secondo cui si sviluppa tale patologia: precalcifica, calcifica e postcalcifica.

  • Fase Precalcifica: in cui il sito interessato va incontro a modifiche fibrocartilaginee. In questa fase il soggetto raramente riferisce sintomi;
  • Fase Calcifica: a sua volta divisa in 3 fasi: formativa, di riposo e riassorbimento. La fase di riassorbimento è solitamente associata allo sviluppo di dolore acuto che può essere altamente disabilitante e non rispondere ai comuni analgesici;
  • Fase Post-calcifica: in cui vi è il riassorbimento completo dei depositi di calcio e quindi la guarigione. 

Diagnosi

Per la diagnosi di calcificazione e per escludere altre condizioni e patologie che coinvolgono la spalla, è necessario ricorrere agli esami strumentali. Analizziamo quelli principalmente utilizzati:

  • RADIOGRAFIA
    Le RX, utilizzate sia per la diagnosi che per il follow-up della calcificazione della spalla, forniscono informazioni utili circa la localizzazione e la morfologia dei depositi di calcio. Permettono quindi di rilevare la presenza di calcificazioni nei tessuti molli intorno all’omero e nello spazio subacromiale, confermando così l’eventuale sospetto clinico.
  • ECOGRAFIA
    L’ecografia è uno strumento fondamentale nella diagnosi di calcificazione alla spalla ma può essere utilizzata anche nel trattamento di tale patologia, attraverso il lavaggio ecografico (vedi nel paragrafo relativo ai trattamenti). L’ecografia mostra la presenza dei depositi di calcio e definisce la loro posizione nel tendine, la loro dimensione e la loro consistenza.
  • RISONANZA MAGNETICA
    La risonanza magnetica è un esame strumentale non essenziale ma aggiuntivo per questo tipo di patologia in quanto, nella maggior parte dei casi, non fornisce ulteriori informazioni rispetto a quelle già ottenute con altri esami. L’accuratezza della risonanza magnetica nell’identificazione dei depositi calcifici è intorno al 95%, ma è più utile nei casi di tendinite calcifica cronica, che può essere associata a lesioni della cuffia dei rotatori e spalla congelata. Inoltre può essere utile nella diagnosi differenziale quando il quadro è complesso o non chiaro.

 

 

Trattamento

Nel nostro centro effettuiamo una valutazione iniziale, nella quale andiamo ad eseguire dei test funzionali specifici tra cui il test di jobe che recluta il sovraspinoso, a seguito dei test ci avvaliamo di una valutazione ecoguidata andando a verificare l’area interessata cosa presenta nei tessuti e come lavora l’articolazione in una dinamica di intra ed extrarotazione della testa omerale.

 

Il trattamento si suddivide in 3 fasi:

  • 1° fase recupero dell’area con dolore e rigidità tramite utilizzo di:
  1. Onde d’urto ecoguidate in modo da essere specifici sulla calcificazione;
  2. Terapia manuale con metodiche di riposizionamento dell’articolazione
  3. Miglioramento dei tessuti del compartimento della spalla da tensione acquisita e dolore, come Laser terapia a 4 lunghezze d’onde, tecar terapia, ipertermia posizionandola sull’area della calcifizazione in modo specifico e ecoguidato
  • 2° fase recupero della funzione del movimento, ci avvaliamo di un approccio misto come utilizzo di tecniche manuali, integrazione di mezzi fisici per continuare a migliorare la qualità dei tessuti interessati;
  • 3° fase recupero delle forze e performance della spalla, avvalendoci di strumenti a forza isoinerziale dotati di dispositivi con feedback visivi in tempo reale del lavoro svolto, in modo da equilibrare gli emilati e programmare in base gli obiettivi del paziente la miglior soluzione a un recupero veloce e solido.

Consigli

Nelle nostre abitudini lavorative, rientra come consiglio primario l’educazione al paziente alla gestione della soluzione ottenuta, andando a pianificare o una scheda personalizzata dove il paziente che lavora da solo periodicamente ha uno strumento valido per utilizzare a continuare a migliorare le sue performance; oppure con pazienti che vogliono avere una figura specifica e attrezzature di livello, programmiamo un lavoro autonomo e delle sedute periodiche con protocolli appositi ideati all’interno del nostro centro.

 

Dott. Fisioterapista Nigro Francesco