Nel variegato mondo dei disturbi muscoloscheletrici, lo sperone o spina calcaneare rappresenta una delle
condizioni di più frequente riscontro nelle sintomatologie dolorose del piede.

Il termine spina indica la caratteristica forma arcuata che questa neoformazione calcifica del calcagno
mostra alle indagini radiografiche. Tuttavia la spina calcaneare altro non è che la punta dolorosa di un
iceberg ben più grande che è la fasciopatia (comunemente detta fascite) plantare, definita da un
sovraccarico della porzione inferiore del piede che porta alla sofferenza del lungo legamento che collega il
tallone alla base delle dita dei piedi.
Le moderne evidenze scientifiche hanno evidenziato come le onde d’urto risultino essere un valido aiuto
nella risoluzione di questa problematica grazie ai suoi numerosi benefici apportati all’organismo e alla zona
interessata dai sintomi

Come già accennato, lo sperone calcaneare tende a formarsi come prolungamento osseo del calcagno a
causa di un sovraccarico progredito nel tempo che si manifesta sul piede e che conduce alla fasciopatia
plantare.
L’utilizzo di calzature con base di appoggio poco ammortizzante, l’uso prolungato di tacchi, l’obesità, lavori
o attività che prediligono lo stare in piedi per tante ore, attività sportive ad alto impatto sui piedi (pallavolo,
calcio, basket ecc…) sono fra le cause più comuni di questo tipo di condizione patologica.

Il sintomo più comune è un dolore spesso puntiforme che si avverte sotto il tallone che, in casi più acuti e
gravi, porta anche un’irradiazione su tutta la pianta del piede, vistose zoppie o addirittura l’utilizzo di
stampelle per evitare il carico. Più tipicamente, invece, il dolore è più acuto nei primi passi effettuati al
mattino dopo il risveglio o comunque dopo un mantenimento prolungato della posizione sdraiata o seduta,
salvo poi diminuire ma senza mai annullarsi nell’arco della giornata.

La fisioterapia dovrebbe rappresentare la principale ancora di salvezza per chi soffre di questa condizione.
Escludendo i rari casi dove si rende necessaria la resezione chirurgica della spina calcaneare, infatti,
un’attenta valutazione fisioterapica e il suo successivo trattamento permettono di eliminare questo
fastidioso dolore che, è il caso di dirlo, fin dal primo passo fa iniziare male le giornate.
La valutazione si basa su:

• Osservazione posturale del paziente
• Test funzionali che ci forniscono informazioni su come si muovono tutte le articolazioni dell’arto inferiore
e del bacino
• La palpazione dei punti dolorosi lungo la fascia plantare
• La ricerca di contratture a livello del polpaccio e degli altri muscoli del compartimento della gamba
• L’osservazione tramite ecografo delle zone con più aderenze e la quantificazione ecografica del danno alla
fascia plantare
• La richiesta di un’Rx del piede

Secondo le più moderne ricerche scientifiche, accanto alle sempreverdi tecniche di terapia manuale e ai
necessari esercizi, una delle terapie più utili nelle condizioni di spina calcaneare risultano essere le onde
d’urto, una vera e propria kryptonite contro lo sperone.
Nella fattispecie esse vengono erogate con una cadenza di un trattamento a settimana per cicli non più
lunghi di cinque o sei sedute e si suddividono in onde d’urto focali, i cui colpi appunto si stringono e si
focalizzano sulla spina e onde d’urto radiali o balistiche, i cui colpi invece si aprono andando a colpire in
diversi punti la spina calcaneare e le strutture dei tessuti vicini.
Il principale effetto che le onde d’urto creano nell’organismo è detto neoangiogenesi, cioè la formazione di
nuovi vasi sanguigni che, apportando più sangue nelle zone in sofferenza, accelerano il metabolismo dei
tessuti garantendone maggiore libertà di movimento, eliminazione di tossine infiammatorie e rigenerazione
rapida.

Nell’immaginario collettivo comune, le onde d’urto godono di una brutta reputazione e vengono visti come
i brutti anatroccoli accanto a tutte le altre più tranquille terapie fisiche. Questo nasce da alcuni falsi miti che
hanno accompagnato e accompagnano tutt’ora questa relativamente giovane metodica. Alle onde d’urto si
rinfaccia il fatto di essere dolorose e quasi insopportabili, ma bisogna sapere che, seppur un fastidio sordo
viene effettivamente avvertito durante il trattamento con onde d’urto, quest’ultimo può essere mitigato
variando intensità e frequenza d’erogazione dei colpi rendendo più sicuro e “amichevole” il trattamento
stesso.
Un altro mito da sfatare è quello secondo cui le onde d’urto vengono utilizzate nelle Spine calcaneari e nelle
calcificazioni in generale perché le “rompono” a pezzettini…
Suggestivo ma errato!
L’effetto, come detto precedentemente, è una riattivazione del metabolismo che accelera i processi
riparativi e la formazione di nuovi vasi sanguigni per meglio ossigenare i tessuti sofferenti, restituendoti il
piacere e la libertà di camminare.

In contemporanea e poi successivamente al trattamento fisioterapico , ci sono alcune regole da seguire per
prevenire future recidive del problema. Detto che le onde d’urto non rompono la spina ma ne evitano i
sintomi, è chiaro che bisogna prestare le dovute attenzioni anche dopo il percorso di fisioterapia.
Perciò il fisioterapista consiglia:
1. Un’adeguata alimentazione che eviti un aumento di peso e quindi di eccessivo carico articolare
2. L’utilizzo di scarpe idonee, prediligendo suole ammortizzanti ed evitando l’uso eccessivo di tacchi
3. Praticare quotidianamente qualche minuto di stretching della muscolatura del polpaccio e della
pianta del piede
4. Esercizi di mobilità delle dita dei piedi e della caviglia
5. Esercizi di propriocezione per allenare i piedi su diverse superfici

Alleghiamo diversi studi scientifici che confermano i benefeci della terapia.

https://www.aafp.org/afp/2011/0915/p676.html
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12776984/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33551229/

Tutto inizia sempre con un passo, ma se questo è doloroso, la strada è destinata ad essere breve.
Affidarsi alle onde d’urto può aprirti nuove possibilità
Fidarsi di esperti nel settore può farti scoprire sentieri nuovi su cui camminare in scioltezza.

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